Lezioni 2: Bisogni Eterogenei

Source: https://www.fao.org/3/i5024e/i5024e.pdf

Le Nazioni Unite definiscono i giovani come persone con un’età compresa tra 15 e 24 anni. Le definizioni, tuttavia, cambiano da paese a paese con variazioni che includono persone fino all’età di 35 anni.

Le diverse categorie d’età all’interno delle definizioni di giovani possono implicare differenti bisogni e opportunità. Per le persone più giovani, coloro con età comprese tra 15 e 18 anni, le priorità possono riguardare il completamento dell’istruzione secondaria e la transizione verso un lavoro produttivo, eliminando tutte le forme di lavoro rischioso. Al contrario, coloro che appartengono a gruppi con età superiore ai 18 anni, che già lavorano e supportano le famiglie, possono beneficiare di iniziative per aggiornare e apprendere nuove competenze relative alle loro aree di lavoro specifiche.

Il sesso è una dimensione importante che influenza le opportunità di costruire e utilizzare le capacità dei giovani in agricoltura. Le sfide per raggiungere le giovani donne, spesso vincolate da pesanti carichi di lavoro domestico, da usanze e credenze tradizionali e persino da vincoli alla loro mobilità in alcune società, con iniziative di istruzione e formazione possono, in molti casi, essere maggiori di quelle relative al raggiungimento dei giovani uomini.

Dinamiche come l’alto tasso di gravidanze adolescenziali e i matrimoni precoci impediscono a molte giovani donne di partecipare all’istruzione e alla formazione e limitano notevolmente le opzioni di sostentamento a loro disposizione. I persistenti pregiudizi di genere nell’accesso alle risorse produttive, in particolare alla terra, devono essere affrontati insieme a iniziative mirate per lo sviluppo delle capacità, per garantire che le giovani donne abbiano l’opportunità di utilizzare le loro conoscenze e competenze in modo produttivo.

I contesti socio-economici, ovviamente, determinano anche le opportunità disponibili per i giovani rurali in diversi paesi e regioni, intersecando le dinamiche di genere e di età.

In Africa, per esempio, un gran numero di giovani vive e lavora in città e insediamenti rurali. inoltre, ci sono grossi dubbi circa il potenziale del settore urbano nell’assorbire di questi giovani in un lavoro salariato.

E’ chiaro che il ruolo dell’agricoltura, e particolarmente della piccola agricoltura familiare, nel fornire decenti opportunità di sostentamento ai giovani rurali nei prossimi anni diventerà molto importante.

Allo stesso tempo, in alcune regioni la connettività tra aree rurali e urbane rimane scarsa, specialmente in termini di infrastrutture, ma anche in termini di servizi e istituzioni necessarie a facilitare il flusso di beni, informazioni, denaro e persone. Questi divari possono aumentare i costi di transazione associati agli investimenti in agricoltura o nelle istituzioni finanziarie che operano nelle aree rurali.

Source: https://agvilvelino.it/article/2018/05/10/siglato-a-cibus-accordo-tra-anacer-assalzoo-assitol-e-italmopa/