Lezioni 1: Produzione alimentare stagionale: un modo per ridurre l’impatto ambientale

1.1. Che cos'è la produzione alimentare stagionale?

Ogni tipo di frutta e verdura ha le sue condizioni specifiche per una crescita e una qualità ideali. Per questo motivo, la frutta e la verdura vengono coltivate e raccolte in luoghi diversi e in stagioni diverse durante l’anno. Per esempio, le arance sono piante sensibili al clima e crescono meglio in luoghi con estati calde e secche come Spagna, Italia e Grecia.

Il termine “stagionale” non è ben definito e cambia a seconda del contesto in cui viene utilizzato. Per alcuni, “stagionale” è sinonimo di alimenti raccolti “localmente”, per altri è strettamente legato a eventi culturali e per un terzo gruppo ancora implica il ricollegarsi alle origini degli alimenti e alla conoscenza delle stagioni naturali di crescita. Sebbene si tratti di definizioni e ragioni valide per mangiare “stagionalmente”, le differenze mostrano la mancanza di chiarezza intorno al termine e quanto possa essere complicata la definizione di “frutta e verdura di stagione”. Secondo il Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (DEFRA), gli aspetti principali da tenere in considerazione dipendono dal momento in cui gli alimenti sono stati prodotti e dal luogo in cui sono stati consumati:

  • Stagionalità globale: essa si basa sul luogo di produzione degli alimenti. Gli alimenti vengono prodotti in stagione, ma non sono necessariamente consumati localmente (ad esempio, delle mele coltivate e raccolte durante la stagione di crescita in Nuova Zelanda, ma consumate in Europa durante la stagione primaverile ed estiva).

  • Stagionalità locale: essa si basa sul luogo in cui gli alimenti vengono prodotti e poi consumati. Gli alimenti vengono raccolti e consumati localmente durante la stagione di crescita naturale (ad esempio, delle mele coltivate e raccolte durante l’estate e l’autunno e consumate ad ottobre, in Europa).

Source: https://www.eufic.org/en/healthy-living/article/are-seasonal-fruit-and-vegetables-better-for-the-environment

https://www.eufic.org/en/healthy-living/article/are-seasonal-fruit-and-vegetables-better-for-the-environment

1.1. I benefici della produzione e del consumo di alimenti stagionali

Produrre e consumare frutta e verdura di stagione e locale porta benefici sia alla salute che all’ambiente. Oltre ad avere un gusto migliore ed un prezzo più basso, gli alimenti di stagione sono più freschi e nutrienti, soprattutto se si considera che la maggior parte delle vitamine e dei minerali contenuti nella frutta e nella verdura si perde normalmente entro 24 ore dalla raccolta. Inoltre, molti studi hanno rivelato che questa pratica riduce drasticamente le emissioni di gas a effetto serra (GHG) legate alla catena di approvvigionamento.

Utilizzando le LCA (valutazioni del ciclo di vita), i ricercatori hanno scoperto che il sistema alimentare globale è responsabile di circa il 26% delle emissioni mondiali di gas serra (GHG), con grandi differenze nella quantità di GHG emessa dai diversi tipi di alimenti. In generale, frutta e verdura hanno emissioni di gas serra inferiori rispetto ai prodotti animali come la carne bovina e i latticini (10-50 volte inferiori).

I vantaggi ambientali della frutta e della verdura di stagione sono spesso attribuiti alle minori distanze percorse. Anche se il tipo di trasporto può essere significativo, il contributo del trasporto all’impronta di carbonio è solitamente inferiore alle emissioni derivanti dai metodi di produzione. Se da un lato le serre a clima controllato possono significare meno terra utilizzata, meno spreco di cibo, meno pesticidi e rese elevate, dall’altro l’energia necessaria per far funzionare questi edifici è comunque rilevante.

Il quadro generale che emerge dalle ricerche attuali mostra che i prodotti ortofrutticoli con le minori emissioni di gas serra sono quelli coltivati all’aperto durante la loro stagione naturale, senza l’uso di energia aggiuntiva, e consumati nello stesso Paese o nella stessa regione, invece dei prodotti ortofrutticoli coltivati sotto protezione, importati o immagazzinati.